...Ci sono saghe che si leggono.
E poi ci sono saghe che ti riconoscono...
“La Pietra Rossa di Angkor” è un viaggio narrativo che attraversa il tempo, lo spazio e la memoria dell’anima.
Non è solo una storia: è un intreccio di vite, epoche e verità dimenticate che riaffiorano come ricordi mai davvero perduti.
Al centro di questo viaggio ci sono Marco e Anita.
Non semplici protagonisti, ma anime legate da qualcosa che va oltre una singola vita. Si incontrano, si perdono, si ritrovano attraverso i secoli, guidati da una forza invisibile che li spinge sempre l’uno verso l’altra. Il loro non è solo amore: è riconoscimento. È memoria che riaffiora. È destino.
Dalle sabbie sacre dell’Antico Egitto, tra templi e conoscenze iniziatiche, fino ai misteri senza tempo di Avalon, dove il velo tra i mondi si assottiglia… la saga si muove come una corrente invisibile che collega ogni cosa.
Passa attraverso il Medioevo esoterico di Castel del Monte, simbolo di geometrie sacre e conoscenza nascosta, fino a sfiorare il cuore del mistero cristico con la figura enigmatica di Maria Maddalena e il segreto eterno del Sacro Graal.
E poi c’è Shamballa.
Non un luogo, ma uno stato di coscienza. Una dimensione oltre il tempo, dove la conoscenza non è più ricerca, ma ricordo puro. È da lì che sembra provenire il richiamo più profondo della saga: una missione silenziosa ma potente — risvegliare consapevolezza attraverso la conoscenza e l’amore.
In questo universo narrativo, il tempo non è lineare: è un cerchio vivo. Le anime si reincarnano, si cercano, si riconoscono attraverso epoche diverse. Marco e Anita ne sono il filo conduttore: due poli che attraversano la storia, portando con sé frammenti di verità, ricordi nascosti e una missione che va oltre loro stessi.
Al centro di tutto pulsa la Pietra di Angkor: reliquia, simbolo, chiave. Non è solo un oggetto, ma una coscienza silenziosa che osserva, custodisce e richiama. Attorno a essa si intrecciano storia, mito e spiritualità, senza mai diventare dottrina: la conoscenza non viene spiegata, ma risvegliata dentro chi legge.
La narrazione è fluida e avvolgente, capace di portarti dall’eco di antichi rituali egizi alle visioni mistiche di Avalon, dalle cripte cariche di segreti alle dimensioni sottili di Shamballa, fino alle battaglie interiori tra luce e ombra. Ogni capitolo è una soglia. Ogni epoca, una rivelazione. E ogni incontro tra Marco e Anita è un frammento di eternità che riaffiora.
E quando arrivi alla fine… non trovi una chiusura.
Trovi nostalgia.
Quella nostalgia sottile che appartiene solo alle cose vere.
Come se una parte di te fosse rimasta lì — tra le sabbie dell’Egitto, tra le pietre di Castel del Monte, tra le nebbie di Avalon… o forse in un luogo ancora più lontano, che non hai mai visitato… e che, eppure, conosci.
“La Pietra Rossa di Angkor” non è solo una saga da leggere.
È un viaggio da ricordare...
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